Città della Pieve

Profilo di Città della Pieve

Città della Pieve è un centro dell'Umbria situato su un colle a 508 m.s.Lm. dominante la Valdichiana e il Lago Trasimeno, al confine tra Umbria e Toscana.

Nel periodo etrusco-romano l'odierno territorio di Città della Pieve apparteneva a Chiusi.

Le tre torri del paese

Il centro urbano nasce tra i Sec. VII-VIII d.C. intorno alla Pieve dei SS. Gervasio e Protasio, (chiesa con funzioni battesimali) come organismo difensivo (l'antica "Castrum Plebis") del Ducato longobardo di Chiusi in avvistamento di Perugia bizantina.

Fin dal 1188 la città è sottoposta al dominio di Perugia.

Torre del vescovo

La borghesia cittadina, dedita alla lavorazione del laterizio e di un tessuto particolarmente pregiato, il "panno cremisi", si ribellò continuamente aspirando alle libertà comunali.

Tra i Sec. XIII e XIV all'interno della cinta muraria sorgono i più importanti edifici del centro storico Fuori le mura, a partire dalla metà del Sec. XIII, si collocano gli insediamenti degli Ordini Monastici.

Numerose le opere pittoriche di Scuola Senese, tra tutte, il gotico affresco dell'Oratorio di San Bartolomeo raffigurante "Il Pianto degli Angeli" di Jacopo di Mino del Pellicciaio

Santuario di S.Francesco

Intorno alla metà del Sec XV nasce il più grande figlio di Città della Pieve, Pietro Vannucci detto "Il Perugino", che lascerà numerose testimonianze della sua arte in patria a partire dalla celebre "Adorazione dei Magi" del 1504 dell'Oratorio di Santa Maria dei Bianchi.

Nel 1529 Il papa fiorentino toglie definitivamente Castel della Pieve dalla Legazione di Perugia e la sottomette direttamente al potere centrale di Roma:

La Rocca

La presenza dei della Corgna determina l'arrivo di numerosi artisti impegnati soprattutto nella costruzione e decorazione del grandioso Palazzo: l'architetto perugino Galeazzo Alessi, i pittori toscani Salvio Savini e Niccolò Circignani detto "Il Pomarancio". Nell'anno 1600 Castel della Pieve veniva elevata da Clemente VIII Aldobrandini a Città e a sede di Diocesi, separandola così dall'amministrazione religiosa del Vescovo di Chiusi alla quale fino allora era appartenuta.